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Scrittura gotica: storia di uno stile
Archi di pietra di una chiesa gotica

Scrittura

Scrittura gotica: storia di uno stile

05.02.2023

La principale tipologia di scrittura diffusa sino al XII secolo in quasi la totalità dell’Occidente latino era la scrittura carolina, nata proprio nelle corti carolinge francesi. A partire dalla seconda metà del secolo, tuttavia, si verificarono nuove circostanze che portarono all’elaborazione di un nuovo stile che divenne poi noto come scrittura gotica. Inizialmente, però, non era conosciuta con questo nome, tanto che i contemporanei la definirono prima littera textualis e, successivamente, littera moderna per distinguerla dalla scrittura carolina dei secoli precedenti. Solo durante l’Umanesimo, i letterati italiani le attribuirono l’aggettivo gotico in senso altamente dispregiativo, a voler sottolineare il suo legame con un’epoca buia e tormentata come il Medioevo.

Le origini della scrittura gotica

Così come avvenne per la scrittura carolina, anche per la nascita della scrittura gotica dobbiamo fare riferimento alla Francia. I monasteri e le abbazie della parte settentrionale del paese portavano avanti una prolifica attività amanuense e fu proprio grazie ai monaci scrivani che ci fu un progressivo allontanamento dallo stile di scrittura più classico. L’epoca tra il XI e il XII secolo, fu la stessa in cui in ambito artistico e architettonico si registrò il passaggio dallo stile romanico a quello cosiddetto gotico, notoriamente caratterizzato da linee spezzate, nette, definite e da un’evidente verticalità.

Close up di un manoscritto miniato antico.

Inoltre, a contribuire alla diffusione della scrittura gotica fu anche un mix di fattori socio-culturali, e non esclusivamente tecnici. Col tempo, infatti, una classe borghese sempre più istruita e la fondazione delle prime università contribuirono a una crescente domanda di libri. In questo contesto, lo stile gotico rendeva di fatto più facile e veloce scrivere manualmente i caratteri e, al contempo, rappresentò un’alternativa economicamente più conveniente rispetto alla scrittura libraria dell’epoca. A questo proposito, i copisti avevano la necessità di inserire il testo all’interno di spazi ordinati e precisi, come in una sorta di layout perfettamente impaginato, disponendo quindi il testo su due colonne distinte, in modo da lasciare tra una e l’altra lo spazio necessario allo studioso per annotare le glosse a margine. Tutto questo fu finalmente reso possibile grazie alla scrittura gotica. Infine, va ricordata anche l’introduzione di un nuovo strumento da scrittura, ovvero la penna a punta mozzata a sinistra che permetteva di tracciare lettere più spigolose e geometriche, conferendo così a questo stile di scrittura una maggiore sontuosità, rispetto alla sobrietà del passato.

La consacrazione della scrittura gotica come stile più diffuso in tutto il mondo occidentale, si deve sicuramente a Johannes Gutenberg, che per la stampa a caratteri mobili della sua celebre Bibbia, decise di utilizzare proprio delle lettere gotiche. Va inoltre ricordato che è stata proprio la Germania, il paese in cui il destino della scrittura gotica è stato più longevo, tanto che fino alla metà del XX secolo è stata altamente in voga e molto diffusa anche nei manifesti nazionalisti degli anni Trenta e Quaranta, soprattutto nella sua variante, cosiddetta Schwabacher, in quanto considerata l’unica scrittura tedesca “autentica”.

Uno stile, diverse tipologie

Nata quindi come rottura nei confronti dello stile morbido e sinuoso della scrittura carolina, la gotica si impone sul panorama occidentale come il nuovo stile di riferimento e anche il più diffuso all’interno dei codici amanuensi. Tuttavia, parlare di scrittura gotica come un tutt’uno sarebbe una riduzione troppo semplicistica, poiché si svilupparono infatti diverse tipologie che vanno dai caratteri più duri e spigolosi, tradizionalmente medievali, fino alle più articolate grafie barocche.

All’interno dello stile di scrittura gotico, si possono quindi distinguere diverse tipologie a cominciare, per esempio, dalla minuscola gotica, prima vera forma di questa nuova corrente di scrittura. I testi universitari e filosofici erano invece manoscritti seguendo i caratteri della Textura, che oggigiorno appartiene all’immaginario collettivo in quanto scrittura medievale per antonomasia, mentre molto diffusa fu anche la Rotunda, altresì detta semigotica, caratterizzata da caratteri più arrotondati e delicati. In ambito più popolare e per comunicazioni scritte quotidiane, veniva invece utilizzato lo stile Notula, o gotico corsivo, che riprendeva i caratteri della Textura, unendoli però tra loro come avviene nella moderna scrittura corsiva. Infine, vale la pena menzionare la tipologia Fraktur, diffusasi in Germania a partire dal XVI secolo e contraddistinta da forme leggermente meno angolate, con il lato destro solitamente arrotondato.

E oggi?

Non si può negare che ancora oggi susciti grande fascino osservare un testo antico attraverso la teca di un museo o ammirare un abile calligrafo mentre riproduce minuziosamente i caratteri della scrittura gotica con un pennino. Tuttavia, va ricordato che non solo in Germania la scrittura gotica ha lasciato il segno nella storia del paese fino alla modernità, poiché anche nel resto del mondo possiamo trovare caratteri gotici che passano quotidianamente sotto i nostri occhi. Infatti, la scrittura gotica possiamo dire essere il font d’elezione per il titolo di noti giornali nazionali e internazionali come gli statunitensi The New York Times, The Washington Post, Los Angeles Times e l’italianissimo Il Messaggero.

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